
La fine della guerra in Ucraina non è imminente, gli attacchi russi si stanno intensificando e a pagare il prezzo più alto, come al solito, è la popolazione civile, vittima di storie tragiche che lasciano profonde ferite psicologiche. Per questo, ha concluso nel suo intervento d’apertura la ministra degli Esteri, Tanja Fajon, bisogna continuare a esercitare pressione sulla Russia e a sostenere Kiev. Fajon, che ha ribadito la disponibilità della Slovenia a ospitare i colloqui di pace tra Russia e Ucraina, ha voluto anche ricordare i progetti di assistenza alla popolazione portati avanti dalla diplomazia slovena, in particolare fornendo infrastrutture e attrezzature sanitarie alle comunità locali. L'ambasciatore ucraino, che ha tenuto il suo intervento interamente in sloveno, si è soffermato sugli eventi delle ultime settimane, durante i quali la Russia ha intensificato i suoi attacchi nonostante i negoziati di pace. I relatori della tavola rotonda hanno avuto modo di condividere esperienze ed opinioni personali su una guerra che dura da oltre tre anni, sottolineando la determinazione e il coraggio degli ucraini, espressi in maniera esemplare dai due giovani Uliana Čebotarenko e Oleg Rogoza, trasferitisi in Slovenia dopo lo scoppio del conflitto e perfettamente integrati. Senza per questo dimenticare di mantenere la determinazione e lo slancio ad aiutare l'Ucraina, poiché, hanno detto, ciò sarà necessario anche dopo la fine della guerra.
Valerio Fabbri


