Il Ministro per il futuro solidale, Simon Maljevac Maljevac ha sottolineato che il programma definisce chiaramente la visione di società che intendono promuovere e perché “noi siamo la scelta giusta per le prossime elezioni”. Secondo il ministro, Levica/Sinsitra e Vesna rappresentano un progetto politico comune, volto a offrire un’alternativa alla politica della paura, dei tagli e dello smantellamento dello Stato. La co-presidente di Vesna, Urša Zgojznik, ha spiegato che la collaborazione nasce dalla convinzione che giustizia sociale, tutela dell’ambiente e democrazia siano valori del futuro e strettamente interconnessi. “Senza sicurezza sociale non c’è transizione verde, e senza una transizione verde giusta non c’è un futuro sicuro”, ha affermato.

Il manifesto elettorale comune rappresenta un impegno condiviso per orientare la politica a favore delle persone e dell’ambiente in maniera responsabile, a lungo termine e solidale. “In questi tempi abbiamo bisogno soprattutto di speranza, affinché una politica diversa non sia solo possibile, ma necessaria, e questo nostro impegno rappresenta un passo verso una società slovena giusta e verde”, ha aggiunto Zgojznik. I candidati saranno presentati ufficialmente il 13 febbraio. Non sono stati rivelati oggi il numero di posti sulla lista comune riservati ai membri dei due partiti. Zgojznik ha precisato che i candidati provengono da esperienze locali, dalla società civile, dalla vita quotidiana, dal mondo accademico e professionale, dimostrando negli ultimi quattro anni capacità di governo. Tutti e quattro i membri dei vertici delle due formazioni candideranno nelle rispettive circoscrizioni: Zgojznik a Mozirje e il co-presidente di Vesna, Uroš Macerl, a Zagorje ob Savi. Maljevac ha sottolineato che la campagna elettorale si rivolgerà a tutti, mentre Zgojznik ha aggiunto che il messaggio è rivolto in particolare a chi desidera una società aperta, libera e democratica, e a chi oggi ha più bisogno di coraggio e speranza. “Il tempo che stiamo vivendo è davvero inquietante. Sono preoccupata per i giovani, per le giovani famiglie, e anche per gli anziani. Tornare all’autoritarismo che abbiamo già visto o unirsi a Paesi che si pongono ai massimi livelli con paura e persecuzione non promette nulla di buono”, ha concluso.
Dionizij Botter