
Diverse scuole elementari e medie in Slovenia hanno ricevuto stamane messaggi di posta elettronica contenenti minacce alla sicurezza. Il Ministero dell'Interno ha precisato che, a seguito delle verifiche effettuate, non sussistono motivi di particolare allarme: i messaggi risultano generici e il livello di rischio è stato valutato come basso. Dei sei istituti con lingua d'insegnamento italiana operanti in Slovenia, tre hanno ricevuto comunicazioni di questo tipo: la Scuola elementare "Dante Alighieri" di Isola, come confermato dalla preside Cristina Valentič Kostič; il Ginnasio "Gian Rinaldo Carli" di Capodistria, come precisato dalla preside Selma Šrca; e la scuola media "Pietro Coppo" di Isola, come testimoniato dal preside Alberto Scheriani. La Direzione generale della Polizia ha confermato di essere stata informata immediatamente dell'accaduto e di aver attivato tutte le procedure previste. Dopo la ricezione dei messaggi, le forze dell'ordine hanno raccolto le informazioni necessarie e adottato le misure di sicurezza ritenute opportune.


Sulla base dei dati raccolti, non sono emersi elementi che indichino l'esistenza di una minaccia concreta e immediata. Dell'episodio è stato informato anche il Ministero dell'Istruzione e il caso viene trattato come reato di provocazione di pericolo generale. Nonostante la valutazione complessiva indichi un rischio ridotto, alcune scuole hanno deciso, in via precauzionale, di procedere all'evacuazione degli edifici. Tra queste figura anche una scuola media di Lubiana, dove studenti e personale sono stati invitati a lasciare temporaneamente la struttura. In altri istituti, tra cui la Scuola elementare italiana di Isola, il Ginnasio italiano di Capodistria, e l'istituto tecnico-professionale italiano di Isola, le lezioni non sono invece state interrotte.

In una scuola elementare di Lubiana, i genitori sono stati informati che, a seguito di un controllo supplementare, le attività didattiche sono iniziate con un lieve ritardo. Il Ministero dell'Istruzione ha comunicato alle scuole che, sulla base delle valutazioni della Polizia e nel rispetto dei protocolli di sicurezza, non vi è la necessità di sospendere le lezioni. Episodi di questo tipo non sono nuovi: già in passato numerosi istituti scolastici avevano ricevuto messaggi elettronici generici contenenti false minacce. Lo scorso gennaio, quasi 400 scuole e alcuni asili erano stati destinatari di e-mail con una falsa segnalazione della presenza di un ordigno all'interno degli edifici.
Corrado Cimador