
Una giornata per richiamare l'attenzione sul fatto che i rom sono spesso discriminati ed esclusi dai processi decisionali. In Slovenia, gli appartenenti alla comunità Rom affrontano una marcata disuguaglianza nell'accesso ai servizi sanitari rispetto alla popolazione di maggioranza, un tasso di disoccupazione più elevato, anche a causa del basso livello di istruzione. Il difensore del principio di uguaglianza, Miha Lobnik, ritiene che per migliorare il successo scolastico dei bambini rom dovrebbe essere istituito un coordinatore a livello statale. Questi collegherebbe diversi settori, come sanità, assistenza sociale e istruzione, ha affermato durante una tavola rotonda sull'istruzione dei bambini rom. Lobnik si dice deluso dal fatto che a livello statale non esista un soggetto che coordini il processo. Per questo motivo ritiene che la parte governativa abbia fallito. Per ottenere risultati concreti è necessario un approccio sistemico, e non solo gli sforzi dei singoli, come avviene oggi, sia della popolazione maggioritaria sia di quella rom.
Il difensore civico Simona Drenik Bavdek ha parlato di una forte disparità nell'accesso ai servizi sanitari. Secondo l'ombudsman, le donne e gli uomini rom hanno difficoltà ad accedere ai medici di famiglia e ai pediatri. Un problema sono anche le condizioni igieniche in cui vivono, tra cui la mancanza in alcuni insediamenti di accesso all'acqua potabile e all'elettricità.
A livello comunitario, l'Unione europea, si ricorda in questa giornata, sostiene la conservazione della lingua rom e dei suoi numerosi dialetti locali, alcuni dei quali sono a rischio di scomparsa. Fondi specifici dell'UE sono destinati proprio alla ricerca sulla storia, cultura e lingua rom, e in alcuni paesi membri queste materie vengono insegnate persino nelle scuole primarie. (ld)