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Il ministro della Difesa Borut Sajovic, ha dichiarato che la Slovenia non rilascia autorizzazioni per il transito di armamenti dall’Unione Europea verso Israele, né tiene traccia su eventuali transiti attraverso il proprio territorio. La precisazione è arrivata in risposta a un’interrogazione parlamentare presentata dal capogruppo del partito Sinistra Levica, Matej Vatovec, in merito a possibili movimenti di armi via terra o via mare, in particolare attraverso il porto di Capodistria, negli ultimi 21 mesi. Sajovic ha spiegato che, in mancanza di una richiesta ufficiale, il ministero non è coinvolto nei procedimenti relativi al transito e non è informato sulla tipologia o quantità di armamenti trasportati. Ha precisato che, dal 2023, la Slovenia ha esportato in Israele prodotti per la difesa per un valore di circa 99.000 euro, sulla base di autorizzazioni concesse in precedenza. Tre operazioni di transito sono comunque avvenute: due per droni svizzeri inviati in Israele per manutenzione e una per un veicolo militare di ritorno da una dimostrazione nel Regno Unito. Secondo la legge slovena, qualsiasi esportazione, importazione o transito di armi richiede un’autorizzazione preventiva, salvo eccezioni previste da accordi internazionali. Tali permessi possono essere negati o revocati se in contrasto con gli obblighi internazionali o se rischiano di alimentare conflitti armati. Secondo i dati del principale istituto globale per la ricerca sulla pace, i principali fornitori di armi a Israele restano gli Stati Uniti, seguiti dalla Germania, che ha coperto un terzo dell’import israeliano tra il 2020 e il 2024.

B.Z.