Il capogruppo di Nuova Slovenia, Janez Cigler Kralj, da molti indicato come possibile presidente della Camera di Stato. Foto: BoBo/Borut Živulović

Fra i due litiganti il terzo gode. Potrebbero riassumersi così queste due settimane che separano la tornata elettorale del 22 marzo dalle trattative informali per la ricerca di una maggioranza che, a tutti gli effetti, è ancora tutta in divenire. E se i litiganti sono Golob e Janša, che guidano i primi due partiti del parlamento, il terzo contendente è Nuova Slovenia, o meglio la lista congiunta con Partito Popolare e Fokus di Marko Lotrič guidata proprio dal partito cristiano conservatore. Che grazie al dinamismo di Jernej Vrtovec, il presidente, si ritrova al centro della scena con i suoi 9 deputati. Mentre per settimane Golob ha cercato di coinvolgere tutti i partiti per un governo di unità nazionale, dal quale però è stato escluso l'SDS, Vrtovec ha declinato l'invito alle consultazioni e ha così tracciato il primo lato di un perimetro che, invece di escludere dal governo il Partito democratico, rischia di escludere proprio Movimento Libertà. Nel gioco dei veti incrociati, infatti, Levica/Sinistra ha detto di non voler entrare in coalizione con Nuova Slovenia, mentre i Democratici di Anže Logar non intendono collaborare con Levica. E così al tavolo degli scontenti rimangono solo i Socialdemocratici e Resni.ca. Ma dopo l'ennesimo round di negoziati individuali, Matjaž Han ha detto chiaramente di non essere ottimista per la formazione di un governo di centro-sinistra.
Nella preparazione dei punti programmatici di un eventuale secondo governo Golob si riparte da 16 ministeri, una riduzione rispetto al numero attuale, e da alcune idee riprese dal programma "Slovenia ambiziosa" utilizzato da Movimento Libertà in campagna elettorale. Mancano però i numeri per la fiducia, che come noto devono essere ottenuti in parlamento, dove torna centrale il ruolo di Nuova Slovenia. Fin dall'incontro con la presidente uscente della Camera, Urška Klakočar Zupančič, ha iniziato a prendere forma la candidatura di Janez Cigler Kralj alla seconda carica dello Stato, un'elezione che potrebbe avvenire con i voti di un centro-destra largo composto da SDS, Nuova Slovenia, Democratici e Resni.ca. Un'elezione che di fatto scriverebbe la parola fine sulle ambizioni di un Golob bis e aprirebbe tutt'altri scenari.

Valerio Fabbri