
Secondo il sindacato, il trasporto pubblico su strada è organizzato in modo errato e il modello di business vigente finisce per svalutare la professione dell'autista di autobus, privilegiando il risparmio e il profitto a discapito della competenza e dell'interesse pubblico. Le criticità vengono ricondotte anche all'episodio di venerdì sulla linea Pirano-Portorose, quando un passeggero ha segnalato alla polizia un conducente sospettato di essere sotto l'effetto di alcol o droghe. Il test rapido antidroga è risultato positivo a cocaina e oppiacei; l'autista, un 56enne di Pirano, ha rifiutato ulteriori accertamenti medici e la patente gli è stata temporaneamente ritirata. Pur definendo il comportamento "totalmente inaccettabile", il sindacato sottolinea che non si tratta di un caso isolato, ma del sintomo di un sistema che consente l'accesso alla professione senza adeguate garanzie di qualità, dimenticando che gli autisti sono quotidianamente responsabili della sicurezza degli utenti. L'organizzazione ribadisce che la figura dell'autista richiede alta qualificazione e senso di responsabilità, ma denuncia una forte svalutazione della professione: nonostante l'aumento del salario minimo, le retribuzioni di base restano vicine alla soglia minima, una situazione definita inaccettabile. A ciò si aggiunge un problema strutturale del personale, sempre più composto da lavoratori anziani, stranieri e pensionati: oltre la metà ha più di 50 anni e circa un terzo è di nazionalità straniera. Il sindacato chiede quindi un intervento dello Stato per garantire salari dignitosi, condizioni di lavoro sicure e controlli efficaci, sollecitando anche misure sistemiche per fermare l'ulteriore svalutazione della professione e invitando gli utenti a pretendere un trasporto pubblico sicuro e affidabile
M.N.