
La certificazione dei risultati elettorali ha attivato tutte le procedure per l'insediamento dei 90 deputati che formeranno la prossima Camera di Stato, metà dei quali sono alla prima esperienza. Un segnale, questo, da non sottovalutare. La legislatura appena conclusa, infatti, è stata caratterizzata da numerosi volti nuovi che hanno però potuto contrare su una forte e solida maggioranza raccolta intorno a Movimento Libertà. E il partito guidato da Robert Golob ha potuto gestire a piacimento gran parte dei lavori d'Aula, a volte anche forzando i regolamenti parlamentari con interpretazioni che l'opposizione ha definito anti-costituzionali. La frammentazione dell'attuale parlamento non assicura una maggioranza così netta e solida. E sull'elezione del presidente si gioca una partita che darà le prime indicazioni su possibili coalizioni, come dimostrato anche dalla frizzante riunione odierna dei capigruppo con la presidente uscente, Urška Klakočar Zupančič, per definire l'agenda di venerdì prossimo.
Per prassi, infatti, la guida della seduta costitutiva spetta al deputato più anziano, il 72enne Franc Križan, dei Democratici di Anže Logar, gradito a Movimento Libertà, Socialdemocratici e Sinistra e quindi possibile futuro presidente. Non è detto che andrà così, tanto più che saranno proprio i Democratici a guidare la commissione istitutiva del parlamento e quindi a indicare il nome della seconda carica dello Stato che, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere l'attuale capogruppo di Nuova Slovenia, Janez Cigler Kralj, come ha anticipato Pirc Musar in un'intervista radiofonica. Un'elezione a scrutinio segreto che di fatto ridisegnerebbe gli equilibri politici e aprirebbe spazi al centro dell'agone politico sull'asse Nuova Slovenia-Democratici-Resnica, con nuovi scenari anche per la formazione del governo.
Valerio Fabbri


