La gran parte degli interventi riguarda gli incidenti stradali, che, a causa dell’alta velocità, sono spesso più gravi rispetto a quelli che avvengono di giorno.
“Ho fatto loro due raccomandazioni – spiega l’assessora De Gavardo –: curare il rapporto con la cittadinanza e imparare dai più esperti”.
La procedura però rimane sospesa, dopo le sentenze del Tar che hanno bloccato la procedura di approvazione del progetto: le mozioni della Giunta sono state rinviate rivelando divisioni nella maggioranza oltre che perplessità dal punto di vista giuridico,
Il nuovo dispositivo è stato presentato in settimana: sarà pilotato da sette agenti addestrati e utilizzato per operazioni di controllo del territorio e ricerca.
Novità anche sul Daspo urbano e sul controllo di vicinato.
La convezione siglata dalla Regione e dal Comune di Trieste permetterà di mettere in rete e condividere personale e competenze delle polizie locali di tutti i comuni della regione, con il coordinamento del Capoluogo giuliano.
Intanto a Trieste nei primi sei mesi dell'anno si registra una raffica di incidenti, con sei vittime e 424 feriti.
L’area, acquistata da un gruppo austriaco e poi venduta senza avviare la riqualificazione, è attualmente di proprietà della Conad. La discussione in aula, ternata con l'approvazione, è stata rallentata da un blocco del sistema informatico.
Si tratta, ha sottolineato l’amministrazione, di un’esigenza legata alle funzioni crescenti della Polizia Locale, che attualmente conta quasi 290 operativi, un numero aumentato di un terzo negli ultimi anni.
Il dibattito ha messo in luce le profonde differenze di visione fra la maggioranza, che punta al rafforzamento della presenza della polizia e punta il dito sui migranti, e il centro sinistra, che chiede anche politiche sociali e assistenza.
Il centro sinistra ha chiesto più politiche sociali ritenendo il provvedimento una soluzione di propaganda e inutile, mentre il centro destra ha difeso le zone rosse, sottolineando la correlazione fra violenze e presenza di giovani stranieri in città.
Dai controlli però spesso partono anche altre indagini, sia su casi di disagio sociale, sia su vere e proprie ipotesi di reati penali. Molte verifiche partono da segnalazioni dell'Ater o dell'Inps