Il centro sinistra ha ricordato come la città sia contraria all’opera, ma anche nella maggioranza, al di là delle posizioni espresse in aula, non mancano le prese di distanza e i distinguo: Forza Italia non ha votato.
L’aula ha approvato l’affidamento in appalto della gestione, ma conservando i dipendenti comunali. Una soluzione di compromesso che non ha soddisfatto le opposizioni, ma che ha garantito l’unità della maggioranza di centrodestra.
L’aula ha affrontato una serie d’interrogazioni e domande di attualità, riguardanti, fra le altre cose la possibile ripresa delle corse del tram di Opicina, il turismo, e gli asili nido in lingua slovena.
Si apre dunque un nuovo capitolo giudiziario, in una vicenda che ha diviso la maggioranza di centrodestra e scatenato nuove reazioni da parte dell’opposizione in Consiglio comunale.
Il Consiglio comunale ha votato il documento, che trova 30 milioni nelle pieghe del bilancio per finanziare il progetto, ma Forza Italia, contraria al testo, non lo ha votato, garantendo solo il numero legale.
La procedura però rimane sospesa, dopo le sentenze del Tar che hanno bloccato la procedura di approvazione del progetto: le mozioni della Giunta sono state rinviate rivelando divisioni nella maggioranza oltre che perplessità dal punto di vista giuridico,
Il progetto “Futuro in Comune”, formato dalle opposizioni in consiglio comunale, vuole ripartire dai cittadini e dalle periferie, per elaborare un programma che dia risposte ai veri problemi della città. Ancora nessuna indicazione sul candidato sindaco.
Quest’opera, assurda fin dal principio, dicono, è stata bloccata dal TAR, ma la Giunta e il sindaco vogliono mettere le mani nelle tasche dei cittadini per finanziare comunque un progetto che sta andando a sbattere.
L’opera, finora rimasta sulla carta, è però già costata più di un milione e mezzo alle casse del Comune. Opposizione polemica per l’assenza della Giunta alla riunione.
Si tratta di un tema che ancora divide la città e le forze politiche, giudicato da una parte come un passaggio necessario per chiudere una fase dolorosa della storia, dall’altra come un atto d’ingiustizia verso gli esuli.
È stata votata una delibera sulla stazione di Campo Marzio, destinata a diventare una stazione storica con strutture ricettive e un museo. L'opposizione ha segnalato che alcune strutture, già realizzate, non sono ancora previste dal piano regolatore.
Nel mirino le recenti sentenze del TAR sull'ovovia Trieste-Opicina, ma anche la gestione della riqualificazione del Porto Vecchio e in generale l'incapacità, hanno detto, di far fronte alle necessità dei cittadini.