Si tratta di un tema che ancora divide la città e le forze politiche, giudicato da una parte come un passaggio necessario per chiudere una fase dolorosa della storia, dall’altra come un atto d’ingiustizia verso gli esuli.
In Italia si celebra oggi la Festa della Liberazione, la fine dell'occupazione nazista e la caduta del fascismo, 80 anni fa.
Un corteo ha percorso un breve tragitto da piazza Oberdan alla Stazione, per rendere omaggio al monumento all’Esodo.
Molte sigle sindacali hanno aderito alla manifestazione a difesa del comparto industriale nell’area di Trieste in programma la mattina, mentre nel pomeriggio è previsto un corteo di Trieste Pro Patria in vista del Giorno del Ricordo.
In un messaggio la Premier Giorgia Meloni ha sottolineato come la questione di Trieste, della “perdita delle province dell’Adriatico orientale, Pola, Fiume e Zara” e dell’Esodo abbia “infiammato i cuori di un’intera generazione di italiani”.
Il corteo ha richiamato a Trieste anche gruppi di estrema destra del nord est Italia. Annullato all’ultimo minuto il contestato concerto dei gruppi nazi rock che avrebbe dovuto concludere la giornata.
Le forze di sinistra e antifasciste chiedono alla Questura di non autorizzare l’iniziativa, definita un “oltraggio alla città”, mentre sono già state presentate interrogazioni sul tema in Consiglio regionale e in Comune.
“Noi – ha scritto la famiglia Cossetto in una nota – ci dissociamo da questa iniziativa”. Licia, sorella di Norma, “si pronunciò più volte contro queste ambiguità”.
Si celebra oggi, 10 febbraio, il Giorno del Ricordo, ricorrenza istituita dal Parlamento italiano il 30 marzo 2004, con l'obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia di tutte le vittime delle foibe.