Nonostante gli eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici siano in aumento anche in Italia, uno studio di Legambiente rivela come i Comuni della penisola stentino ad affrontare la situazione. Meno della metà delle amministrazioni hanno predisposto un piano o una strategia di adattamento ai nuovi scenari: solo nei primi nove mesi del 2025, gli eventi climatici estremi sono stati 97.
Secondo un’organizzazione di ricerca britannica i cambiamenti climatici stanno avendo conseguenze sempre più rapide sull’ecosistema dell’Antartide. L’innalzamento delle temperature sta riducendo la massa di ghiaccio e potrebbe innescare conseguenze sugli eventi atmosferici a livello globale.
È stato siglato in settimana all’università di Trieste l’accordo che prevede il via al corso in “Fisica dei Sistemi Complessi, Clima e Finanza”, incentrato sui rapporti fra cambiamento climatico e reazioni dei mercati finanziari. Al progetto partecipano, oltre all’Università di Trieste, anche Generali e Modefinance, società del gruppo TeamSystem e spin off dell’Ateneo.
Anche il 2024 in Italia è stato segnato da centinaia di veneto metereologici estremi, che hanno provocato danni alle infrastrutture e all’ambiente. Si tratta di un fenomeno cresciuto di più di sei volte nel giro di dieci anni e che conferma l’impatto del cambiamento climatico sul territorio.
L’aumento delle temperature del mare Mediterraneo avrebbe causato morie di cozze e altre specie nel corso dell’estate. Il Consiglio nazionale delle ricerche di Ancona ha avviato uno studio per verificare la relazione fra i cambiamenti climatici, la presenza di mucillagini, e le morie di mitili, che in alcune zone hanno raggiunto il 100 per cento degli esemplari.
Uno studio condotto dall'Università della Columbia Britannica Settentrionale ha messo in luce come, a causa dei cambiamenti climatici, la velocità di scioglimento dei ghiacciai stia aumentando negli ultimi anni. A contribuire allo scioglimento, oltre all’aumento delle temperature, anche le polveri prodotte dagli incendi e provenienti dal Sahara, che riducono la capacità delle masse di ghiaccio di riflettere la luce solare.
In diretta con Lara Drčič e Giuseppe Signorelli per parlare di cronaca, politica, attualità, sport e più in generale del territorio in un contesto globale, con un occhio di riguardo per l’Istria. In onda ogni lunedì dalle 10.35 alle 12.28 ed in replica, sempre lunedì, alle 20.30.
Sono intervenuti Kristjan Knez, Arden Stancich, Tommaso Manià, Neva Zajc e Luigi Cobisi.
È in aumento fra i giovani del pianeta l’ecoansia, lo stress dovuto alle preoccupazioni per la sorte del pianeta e l’aumento del riscaldamento globale. Secondo uno studio condotto da istituti indipendenti, i giovani della Terra sarebbero preoccupati per il futuro del pianeta e desiderosi di contribuire a invertire la tendenza climatica, ma non si sentirebbero ascoltati da politici e leader aziendali.
Uno studio della New York University ha evidenziato come piante tropicali come bambù, banani e palme, abbiano effetti benefici sull’ambiente e sul cambiamento climatico. Oltre a ridurre l’anidride carbonica nell’atmosfera, la loro rapida crescita e la struttura flessibile rendono queste piante resistenti agli agenti atmosferici e una risorsa ecocompatibile per l’industria.
Secondo uno studio condotto sui primi cinque paesi europei per popolazione, starebbe crescendo fra gli abitanti la sensibilità verso i cambiamenti climatici e la vita sostenibile. Gli italiani sono i cittadini europei che più degli altri affermano di avere a cuore l’ambiente e la sostenibilità, anche a costo di spendere di più negli acquisti.
È salpata in settimana dal porto di Trieste la nave rompighiaccio dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, Laura Bassi. La nave, che ritornerà in Italia nell’aprile del 2026, raggiungerà la base antartica Mario Zucchelli, portando, oltre a rifornimenti e attrezzature, campioni di ghiaccio per la creazione di un archivio mondiale di campioni dei ghiacciai minacciati dal cambiamento climatico.