Le parole di Donald Trump alimentano l'incertezza sui mercati: dopo una partenza positiva in settimana, legata alle speranze di una rapida fine della guerra in Iran, i mercati sono tornati in negativo dopo il discorso del numeri uno della Casa bianca, che ha confermato l'intenzione di continuare con le operazioni militari Medio Oriente. Preoccupazione per il prezzo del petrolio, e in generale per l'incertezza, che stanno creando conseguenze sui mercati. Ne parliamo con Franco Galante a Obiettivo economia.
Settimana dai due volti sui mercati dopo la tregua annunciata a metà settimana da Donald Trump. Le borse hanno cominciato a recuperare terreno chiudendo in positivo la settimana. Rimangono però le incertezze sugli sviluppi delle trattative, alimentate anche dai tweet di Donald Trump. Ne parliamo con Franco Galante a Obiettivo economia
La settimana finanziaria è stata ancora una volta dominata dalle iniziative di Donald Trump. Le minacce di nuovi dazi, oltre che di un possibile intervento americano in Groenlandia, avevano fatto virare in negativo quasi tutti i mercati mondiali, ma dopo l'intervento di Trump a Davos, la cessazione del rischio di dazi e la possibilità di un accordo hanno fatto risalire i listini. Ne parliamo con Franco Galante a Obiettivo economia.
Settimana finanziaria aperta dalla decisione della Corte Suprema, che ha di fatto dichiarato illegittimi dazi fissati da Donald Trump: il Presidente americano è però immediatamente corso ai ripari, imponendo nuove tariffe. I mercati sono stati mossi anche dai titoli legati all'intelligenza artificiale: nonostante le riserve sull'impatto sul mondo del lavoro, le trimestrali di Nvidia rivelano ancora grossi ricavi. Ne parliamo con Franco Galante e Obiettivo economia.
Ancora una volta una mossa di Donald Trump imprime uno scossone ai mercati: dopo l'annuncio del nome del nuovo presidente della Fed, del tutto inatteso dai mercati, hanno perso terreno i metalli preziosi e i titoli legati alla tecnologia, tutti asset che avevano guadagnato nel corso del 2025. Capiamo perché con Franco Galante a Obiettivo economia.
Il discorso di Donald Trump alle Nazioni Unite ha creato i prevedibili contraccolpi sui mercati, che hanno subito un po' di volatilità senza però troppi scossoni. Alimentano l'incertezza anche le ultime notizie sulle alleanze sull'intelligenza artificiale, mentre il presidente della Fed, Powell, ha chiarito la strategia della Banca Centrale Americana sul taglio dei tassi. Ne parliamo a Obiettivo economia con Franco Galante
Nonostante lo sconto istituzionale fra il presidente Donald Trump e il presidente della Banca Centrale Americana, Jerome Powell, i mercati continuano ad avere il segno positivo. Nessun contraccolpo di rilievo per le tensioni geopolitiche su Groenlandia e Iran. Ancora in salita le quotazioni dei metalli preziosi e dei beni rifugio. Ne parliamo a Obiettivo economia con Franco Galante,
I primi giorni del 2026 sui mercati sono stati dominati dall'azione in Venezuela decisa dal Presidente Donald Trump. Paradossalmente, e anche cinicamente, le borse hanno reagito con segnali positivi grazie alle prospettive di un calo del prezzo del petrolio. Al centro anche la decisione della Corte Suprema sui dazi americani, il mercato legato all'intelligenza artificiale e il braccio di ferro economico fra Cina e Stati Uniti. Ne parliamo con Franco Galante nella prima puntata del 2026 di Obiettivo economia.
Non si ferma la furia censoria di Donald Trump contro molti grandi atenei degli Stati Uniti. Il Tycoon ha minacciato – e in parte già messo in atto – profondi tagli ai finanziamenti pubblici destinati alle università considerate “non allineate”.
Fra i tanti annunci lanciati dal presidente americano Donald Trump non poteva mancare quello dedicato alle criptovalute che, nella visione del Tycoon, dovrebbero diventare parte integrate del patrimonio dello Stato. Trump ha annunciato la creazione di una riserva strategica in criptovalute, senza però fornire particolari sull’impegno finanziario e sulle modalità di gestione.
Google Maps ha deciso di seguire la strada indicata da Donald Trump e rinominare il golfo del Messico in “golfo d’America”. La modifica sarà evidente solo per chi si connette dagli Stati Uniti. Sarà cambiato anche il nome della montagna più alta della parte nord del continente.
L’amministrazione guidata da Donald Trump ha avviato una crociata contro quella che viene definita la cultura “woke”, particolarmente attenta al politically correct e all’uso di termini inclusivi e non discriminatori. Una lunga lista di parole e termini sono stati già eliminati dai siti di molte agenzie governative: secondo il New York Times, in un mese ci sarebbero stati interventi su più di 5 mila pagine internet.