Dopo il ferimento di due giornalisti impegnati a seguire le manifestazioni pro Palestina organizzate a Udine in occasione della partita Italia-Israele, si moltiplicano le espressioni di condanna dell’episodio e di solidarietà ai cronisti. Secondo un rapporto del ministero dell’Interno italiano, i casi di aggressioni e intimidazioni ai giornalisti in Italia sono in aumento, con una nuova ripresa nel corso del 2025.
Anche in Friuli Venezia Giulia si moltiplicano le intimidazioni e le aggressioni a giornalisti, cameraman e fotografi da parte di partecipanti alle manifestazioni pro Palestina. Anche ieri, nel corso di una manifestazione pro Palestina, un giovane cronista è stato aggredito da una coppia di manifestanti che gli hanno anche strappato e distrutto il telefono. Baldassi (Odg FVG): “Servono provvedimenti severi e in tempi brevi”.
Secondo i dati raccolti dall’organizzazione “Ossigeno per l’informazione”, in Italia viene perseguito meno di un caso su dieci d’intimidazioni o minacce nei confronti dei giornalisti. L’organizzazione ha registrato ben 322 cronisti minacciati di morte o violenze fisiche, ma anche colpiti dalle ormai diffuse “querele temerarie”.
Perquisizioni nelle abitazioni di volontari e sedi di associazioni, che si occupano dell’assistenza ai migranti che giungono a Trieste lungo la rotta balcanica, sono state eseguite oggi dalla polizia italiana. L’accusa è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le organizzazioni però respingono ogni addebito e parlano di un clima d’intimidazione verso chi fa solidarietà. Alessandro Martegani
Accanto alle attività di controllo e monitoraggio sul Coronavirus, non mancano in Italia anche i casi di psicosi o discriminazione. Gli appartenenti alla comunità cinese sono stati oggetto di intimidazioni in molte città della penisola, e cresce la diffidenza verso gli orientali, anche se vivono da generazioni in Italia e non sono stati in Cina da anni.
Due intimidazioni ai danni di giornalisti legati al Friuli Venezia Giulia si sono verificati nel giro di pochi giorni. L'ultimo ha colpito il giornalista RAI Giovanni Taormina, che ha ricevuto in redazione a Udine una lettera contenente due proiettili. Pochi giorni prima una Molotov era stata lasciata nella macchina della giornalista Floriana Bulfon
La storia dei Casamonica, uno dei clan criminali più potenti di Roma, è raccontata nell'ultimo libro della giornalista Floriana Bulfon, "Casamonica. La storia segreta". Nel libro, la giornalista di Repubblica e l'Espresso, al centro di minacce e intimidazioni da parte dei clan, ha raccontato l'ascesa dei Casamonica e gli intrecci fra la famiglia, le mafie e la politica.
Il 18 agosto del 1946 a Pola sulla spiaggia di Vergarolla scoppiò un deposito di mine. Nella strage morirono 65 persone, cinque furono i dispersi e innumerevoli i feriti. Sabato la commemorazione per ricordare quella tragedia. La storia è ormai nota e di anno in anno cresce la consapevolezza fosse stato un atto di intimidazione del regime comunista verso gli Italiani per costringerli a lasciare la loro città, come puntualmente avvenne. Alcuni anni fa lo scomparso sindaco di Pola Luciano Delbianco aveva apertamente parlato di vile attentato Valmer Cusma